Che i Carabinieri italiani si preparino ad addestrare le nuove forze di polizia palestinesi nella Striscia di Gaza è una notizia che suscita, più che sorpresa, una certa perplessità metafisica. Non per la logistica, né per la politica — ma per l’idea stessa che sottende: quella dell’Occidente come maestro, ancora una volta.

Addestrare la polizia, dicono. Ma ad addestrare a che cosa, esattamente? Non certo all’uso della forza: quella, in quei luoghi, è linguaggio nativo. La conoscono da generazioni, la esercitano ogni giorno, spesso senza bisogno di legittimazione. Forse, allora, si tratta di insegnare qualcos’altro: la misura, la regola, il limite, il rispetto dei cittadini, il concetto di legalità. Ma come si trasmette un codice morale a chi vive in un mondo in cui la legge non è ancora una struttura, bensì un’ipotesi?

L’errore, antico e ricorrente, è credere che la cultura delle regole possa essere esportata come un manuale. Che basti “formare” per civilizzare, che basti “insegnare” per redimere. Eppure, ciò che per noi è senso comune — lo Stato di diritto, il cittadino come soggetto di diritti, la forza come ultima ratio — altrove non è un orizzonte, ma un enigma. Non perché “siano diversi”, ma perché la loro esperienza della storia è altra, segnata da un rapporto col potere che non passa per la legalità, bensì per la sopravvivenza.

Non è colonialismo, non del tutto. È qualcosa di più sottile, e forse più grave: la convinzione intima di avere ragione. L’idea che la nostra grammatica morale sia universale, e che ogni deviazione sia solo un ritardo nella marcia verso di noi. È la fede laica dell’Occidente: credere di poter insegnare la civiltà anche quando non riesce più a praticarla. 

A Gaza, tra macerie e fazioni, potremmo presto vedere un drappello di Carabinieri italiani — impeccabili, cortesi, devoti alla forma — che spiegano a futuri agenti palestinesi il significato del limite, della proporzione, del rispetto del cittadino. Un gesto quasi teatrale, commovente nella sua ingenuità. Come leggere Kant in un campo minato.

Post scriptum

E mentre noi siamo qui a discutere di etica, di correttezza, di Stato di diritto, là, appena la pressione dell’IDF si è allentata, le forze di Hamas hanno ricominciato a fare ciò che sanno fare meglio. Non le forze politiche “da rieducare”, ma quelle di polizia interne, quelle che dovrebbero incarnare l’ordine e la legalità. Qualche centinaia di oppositori interni è stata giustiziata. È la cronaca di queste ore. 

21 ottobre

Fedeli durante il rito della ashura

Immanuel Kant

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