Oggi la madre di una persona a noi cara e vicina se n’è andata, e qualcosa si è fermato attorno a chi la amava. Non servono molte parole: basta riconoscere la traccia che ha lasciato, la luce che ancora resiste in chi oggi porta il suo nome nel cuore.
Le madri non svaniscono: cambiano luogo. Rimangono nei gesti, nelle voci, nei ricordi che tornano senza chiedere permesso. Questa pagina è per lei, e per chi le è vicino nel dolore:
un piccolo spazio di silenzio, dove la presenza continua.
Giuseppe Ungaretti – La madre (dalla raccolta Il dolore, 1947)
E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ombra,
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.
In ginocchio, decisa,
sarai una statua davanti all’Eterno,
come già mi vedevi,
quando eri ancora in vita.
Opra di questo amore mio rimane,
che ti conduce, Madre, ancora a me.

5 dicembre