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title: "Chi ha illuminato il cielo di Gibuti?"
url: https://www.altriorienti.com/chi-ha-illuminato-il-cielo-di-gibuti/
date: 2025-08-22
modified: 2025-08-22
author: "Leone Battisti Alberti"
description: "All’inizio di luglio 2025, un aereo da ricognizione tedesco in volo sul Mar Rosso è stato colpito da un raggio laser proveniente da una nave militare cinese. L’incidente è avvenuto..."
categories:
  - "Geopolitica"
tags:
  - "Cina"
  - "egemonia"
  - "Europa"
word_count: 743
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# Chi ha illuminato il cielo di Gibuti?

*All’inizio di luglio 2025, un aereo da ricognizione tedesco in volo sul Mar Rosso è stato colpito da un raggio laser proveniente da una nave militare cinese. L’incidente è avvenuto nei pressi di Gibuti, dove la Cina mantiene una base navale permanente. Il velivolo tedesco — parte della missione europea Aspides, attiva per garantire la sicurezza della navigazione civile contro gli attacchi degli Houthi — ha subito disturbi ai sensori ottici e ha interrotto la missione. Nessun ferito. Berlino ha convocato l’ambasciatore cinese, definendo l’atto “inaccettabile”. Pechino, per ora, tace.*

*Chi ha acceso quel laser?*
*Era un gesto studiato? Una distrazione? Un avvertimento? Un errore?*
*O semplicemente un riflesso automatico, come il battito di una palpebra elettronica?*

*Cosa ci faceva lì, nel cielo terso del Mar Rosso, un aereo tedesco?*
*Volava per proteggere navi mercantili? Per osservare gli Houthi?*
*O solo per ricordare all’Oceano che anche l’Europa ha ancora le sue ali?*

*E quella nave cinese, silenziosa, grigia, lucida di vernice nuova **era lì per la pace, o per la posizione? Per la via della seta, o per quella dell’acciaio?*

*Che lingua parlano i laser?*
*Quando colpiscono, parlano in codice? In mandarino, in Morse, in ottico?*
*Chi li addestra? E chi decide se puntarli sugli occhi, sui vetri, o sulla vanità altrui?*

*Forse non abbiamo ancora davvero capito cosa sia un laser.*
*Pensiamo a una luce colorata, a un gadget da film di spie,*
*a un fascio che incide, che acceca, che taglia il metallo.*
*Ma un laser, oggi, è molto di più.*
*È energia in forma di intenzione. È potere concentrato e indirizzato.*
*È una tecnologia reale, concreta, quotidiana — anche se suona ancora come una parola da Star Trek.*
*Eppure non è fantascienza.*
*È una riga scritta nel presente con l’inchiostro della luce.*

*Per capirlo, basta guardare cosa è successo pochi giorni dopo,*
*dall’altra parte del mondo, sulle alture del New Mexico.*

*Un raggio ha attraversato quasi nove chilometri di cielo terso,*
*trasportando oltre 800 watt di energia reale,*
*senza cavi, senza contatti, senza rumore.*
*Un esperimento firmato DARPA, l’agenzia militare americana.*
*Nome in codice: POWER — Persistent Optical Wireless Energy Relay.*

*Lì, un laser non è stato usato per colpire, ma per alimentare.*
*Hanno acceso una lampada. Fatto scoppiare popcorn.*
*Ma potevano alimentare sensori, droni, apparecchiature da campo.*
*Potevano trasmettere energia in zone isolate, ostili, invisibili.*

*Il laser è un’infrastruttura potenziale.*
*Può sostituire cavi, reti, centrali.*
*Serve la guerra, la nuova guerra che verrà.*
*Ma potrebbe anche servire la vita — se solo lo volessimo.*

*Perché proprio la Germania?*
*Cos’ha detto, cos’ha fatto, cos’ha mancato di dire?*
*Oppure: era il bersaglio più facile, il più visibile, il meno pericoloso da ferire?*

*E la diplomazia, che forma prende?*
*È una nota verbale? Una convocazione? Un tweet? Una pausa nei colloqui bilaterali?*
*O si affida, come sempre, a quel tono irritato ma garbato che precede tutte le guerre fredde?*

*È una prova generale?*
*Di cosa? Della guerra che viene, della pace che sfugge, dell’ambiguità permanente?*
*È così che si testano i limiti: con un raggio di luce puntato in faccia a un continente stanco?*

*La Cina cosa vuole davvero?*
*Solo rispetto? Silenzio? Uno spazio tra le rotte?*
*Un secolo di solitudine dopo quello dell’umiliazione?*
*Oppure vuole solo ricordarci che la notte, anche in Africa,*
*può essere attraversata da una linea sottile e invisibile?*

*E noi, cosa vogliamo sapere?*
*Chi comanda davvero sulla nave cinese?*
*Chi ha costruito quel laser?*
*Chi l’ha acceso?*
*E chi spegnerà la luce, quando sarà troppo tardi?*

*Pochi giorni dopo, un altro segnale.*
*Questa volta non di luce, ma di voce.*
*Il ministro cinese della Cultura — Sun Yeli, membro del Comitato centrale del Partito —*
*ha detto ai diplomatici europei riuniti a Pechino:*

> *“Se la Russia perde la guerra in Ucraina, sarà una minaccia per tutti i Paesi*
> *che non accettano di vivere sotto l’egemonia americana. L’Europa deve capirlo.”*
*Cos’è questa nuova Cina?*
*È ancora l’ombra lunga del maoismo sotto la giacca grigia di Xi Jinping?*
*O è un impero confuciano che si appoggia a chiunque sfidi l’ordine nato a Bretton Woods?*

*La guerra in Ucraina è, per la Cina, un test per Taiwan?*
*O solo un termometro per misurare il declino occidentale?*
*Davvero Mosca è il bastione della sovranità asiatica?*
*O solo la foglia di fico di un’espansione tattica?*

*Quando un ministro della Cultura parla come un generale,*
*è ancora politica, o è teologia strategica?*

*Chi ascolta queste parole in Europa?*
*Chi prende nota, chi si allarma, chi sorride con fastidio,*
*chi traduce senza comprendere?*

*E se “Putin non deve perdere”…*
*che cosa significa vincere?*

*Forse quel raggio era una frase incisa nella notte.*
*Una firma tracciata con la luce su un cielo neutrale.*

*Non più una domanda.*
*Non più un’esitazione.*
*Una dichiarazione.*

*Here we are.*
*Siamo arrivati.*
*Siamo qui.*

23 agosto

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