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title: "Finanze pubbliche"
url: https://www.altriorienti.com/finanze-pubbliche/
date: 2020-05-29
modified: 2020-11-20
author: "tonirenis"
description: "  Sul disastrato stato delle finanze pubbliche abbiamo ampia letteratura e attenta copertura della cronaca. La botta della pandemia con l’affermazione della scienza clinica sul mercato, l’espressione è del filosofo..."
categories:
  - "Ec & Fin"
  - "Opinioni ed editoriali"
tags:
  - "Italia"
  - "pandemia"
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# Finanze pubbliche

*![](https://www.bacchettaoforchetta.com/wp-content/uploads/2020/07/Mazarin_by_Pierre_Mignard_Musée_Condé-255x300.jpg)*

 

*Sul disastrato stato delle finanze pubbliche abbiamo ampia letteratura e attenta copertura della cronaca. La botta della pandemia con l’affermazione della scienza clinica sul mercato, l’espressione è del filosofo Dino Baldi, ha prodotto lo schianto della decrescita infelice, ma le magagne erano alla porta.  La situazione descritta non è solo buona per il nostro tempo e per il nostro malandato paese, ma ha precedenti nella storia, come le epidemie del resto anche se quelle del passato sterminavano davvero la popolazione.*

*Se consideriamo in libertà lo stato delle cose, possiamo ritenere che il nostro paese è governato da sprechi e modesta amministrazione che mortifica il libero spirito economico, da una giustizia lenta e complicata, da ampie aree di privilegio e da tassazione incoerente, feroce per alcuni ed irrilevante per altri.*

*La Francia di Luigi XIII agli inizi del seicento attraversava i nostri problemi attuali. Un élite aristocratica governava l’inefficienza fiscale ed amministrativa, viveva di una rendita antica e moderna, si pensi al nuovo mondo, non aveva nessuna intenzione di cedere i propri privilegi. Alla morte del cardinale Richieliu, l’incarico di primo ministro fu affidato al cardinale italiano Giulio Mazzarino, un prescelto, ma anche un alieno.*

*La sua razionalizzazione delle finanze francesi rappresenta il passaggio tra un ordine antico ad uno moderno. Il processo risultò complesso e fu costellato da rivolte parlamentari e per le strade, ma una volta concluso permise alla Francia di modernizzare il paese, le nascenti industrie, i suoi commerci e le sue finanze. La condizione unica fu la presenza di Mazzarino coadiuvato dal ministro Colbert, il corpo esterno e poco colluso con l’ancien régime tardo rinascimentale, che non avesse vincoli d’interesse personale o ricatti a cui sottostare, ma la sola Francia a cui rendere conto.*

*Con il paese a pochi passi dal baratro, si legga il drammatico articolo del 24 maggio del Washington Post, “Why Italian debt matters for everybody” di Robert J. Samuelson, una soluzione più ampia e condivisa sarebbe la sola opzione.*

*Spazzate le pulsioni nazionaliste in novanta giorni di crisi sanitaria – Alberto Bagni sine imperium imago mortis (Alberto Bagnai senza la forza ha la morte in faccia) - si scopre necessaria una linea di difesa più alta, fino alla faglia della nostra civiltà occidentale ed i suoi valori, prima che Unni tornino a Roma e facciano del bel paese uno Spring roll cantonese. Un Europa più coesa è utile a sé stessa ed a noi, meno pigra e più vicina ai temi di Rossi e Spinelli. Maggiore integrazione e capacità di snellire le nostre leggi, la giustizia e le gabelle, tagliare rendite di posizione e privilegi, favorire la libera impresa e tassare i nuovi latifondisti della rete. Oltre a tutto questo, in quell’esatto momento non vorrei un italiano, ma un francese, un tedesco o un qualsiasi barbaro del nord utile a trovare la soluzione.*

*Ps Secoli dopo il cardinal Wojtyla, due volte straniero perché slavo, diede impulso al più antico stato mondo, che se ne abbia memoria.*