---
title: "Il biscotto che non ha voluto vivere in catene: il suicidio del mooncake di Hong Kong"
url: https://www.altriorienti.com/il-biscotto-che-non-ha-voluto-vivere-in-catene-il-suicidio-del-mooncake-di-hong-kong/
date: 2025-10-12
modified: 2025-10-12
author: "Leone Battisti Alberti"
description: "C’è stato un tempo in cui i mooncake innevati della Taipan Bakery erano più attesi delle decorazioni natalizie. Ne andavano pazzi i bambini, i banchieri, le casalinghe di Kowloon. Avevano..."
categories:
  - "Corrispondenze"
tags:
  - "Hong Kong"
word_count: 397
---

# Il biscotto che non ha voluto vivere in catene: il suicidio del mooncake di Hong Kong

*C’è stato un tempo in cui i mooncake innevati della Taipan Bakery erano più attesi delle decorazioni natalizie. Ne andavano pazzi i bambini, i banchieri, le casalinghe di Kowloon. Avevano qualcosa di familiare e insieme rivoluzionario: morbidi, freddi, senza tuorlo salato né forno. Nati negli anni Ottanta, proprio come i giovani che allora iniziavano a sognare una Hong Kong diversa, né coloniale né rossa, ma moderna, libera, cinica quanto basta e pronta a tutto. Anche a reinventare una tradizione millenaria in versione gelata.*

*Taipan ha chiuso. Dopo 41 anni.*
*Senza pagare gli stipendi.*
*Senza lasciare eredi.*

*È la cronaca fredda di una bancarotta. Ma chi conosce Hong Kong sa che dietro ogni chiusura c’è un’intera epoca che smette di battere.*

*Fondata da una famiglia ostinata e creativa, Taipan non era solo un’impresa. I suoi proprietari erano noti per le posizioni liberali, per il sostegno silenzioso – ma evidente – al movimento democratico, e per l’intransigenza con cui rifiutarono acquisizioni, fusioni, o cessioni al capitale rosso proveniente da Shenzhen e oltre.*
*In un sistema che premia l’obbedienza economica e punisce l’autonomia, resistere significa morire lentamente.*

*Nel 2019, mentre le piazze si riempivano di ombrelli e richieste di diritti, i mooncake di Taipan finivano sugli scaffali con discrezione, senza loghi patriottici né slogan. Solo l’involucro originale, con la calligrafia storica. Una scelta anacronistica, eppure radicale.*
*In Asia, mettersi contro il potere non ha bisogno di proclami. Basta non cambiare.*

*Poi vennero gli anni bui.*
*Prima la pandemia. Poi la repressione. Poi la scomparsa degli spazi civili.*
*E, infine, la scomparsa degli spazi commerciali per chi non si allinea.*
*Taipan non aveva debiti con le banche, ma aveva un difetto fatale: non aveva amici a Pechino. Non voleva "cambiare mission", né aprire filiali patriottiche.*
*Quando è finita, i dipendenti hanno scoperto all’improvviso di non avere più uno stipendio.*
*Il marchio è svanito come neve, lasciando solo 16 milioni di dollari in buste paga non onorate.*

*Nessuna commemorazione ufficiale. Nessun necrologio su carta.*
*Solo qualche nostalgico post online.*
*E un sapore amaro in bocca: quello di una Hong Kong che non esiste più.*
*Una città dove anche il dolce più innocente può diventare sovversivo, se non si piega.*
*Dove il partito, lentamente ma metodicamente, si è mangiato anche il biscotto.*

*Ma non tutto si dimentica.*
*Chi ha assaggiato un snowy mooncake di Taipan negli anni Novanta lo ricorda come si ricorda un amore di gioventù: breve, intenso, irripetibile. E troppo puro per durare.*

12 ottobre

![](https://www.altriorienti.com/wp-content/uploads/2025/06/s488792402920549060_p258_i7_w640-300x225.jpeg)