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title: "Il Rinoceronte dell’Indocina"
url: https://www.altriorienti.com/il-rinoceronte-dellindocina/
date: 2025-12-21
modified: 2025-12-21
author: "Leone Battisti Alberti"
description: "Tutto comincia da una teca del Museo di Storia Naturale di Milano. Dentro, dietro il vetro, c’è il quagga, mezzo cavallo e mezza zebra, il cui ultimo respiro appartiene al..."
categories:
  - "Cultura, arte e bellezza"
tags:
  - "Indocina"
  - "Indonesia"
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# Il Rinoceronte dell’Indocina

*Tutto comincia da una teca del Museo di Storia Naturale di Milano. Dentro, dietro il vetro, c’è il quagga, mezzo cavallo e mezza zebra, il cui ultimo respiro appartiene al 1883 in uno zoo di Amsterdam. Non c’è bisogno di spiegare molto a mia figlia Francesca: basta guardarlo. È lì, con le strisce che sfumano nel marrone, come un animale incompiuto, eppure bellissimo.*
*«Papà, perché non c’è più?»*
*La risposta si aggroviglia. Non c’è più perché l’uomo l’ha voluto così.*

*Poi arriva la tigre della Tasmania. Di lei non resta un corpo imbalsamato a Milano, ma filmati sgranati degli anni ’30: una gabbia nello zoo di Hobart, il passo nervoso avanti e indietro, le mascelle che si aprono a mostrare denti da predatore. L’ultimo esemplare morì nel 1936. Da allora sopravvive in un immaginario collettivo sospeso tra scienza e leggenda: qualcuno giura di averla vista di nuovo, come succede con i fantasmi.*

*«E in Asia?» domanda Francesca.*
*Ed ecco che compare, dal buio della memoria, il rinoceronte dell’Indocina.*

*Nelle foreste fitte che scendono verso il Mekong, e nelle montagne umide che separano Laos, Cambogia e Thailandia, viveva un rinoceronte particolare. Non grande come quello africano, né imponente come quello indiano. Era più piccolo, con due corna sottili e una peluria rossastra sul corpo. Non era un animale da savana, ma da giungla.*

*Gli studiosi occidentali del XIX secolo faticarono a capirne la classificazione. Si parlò di Dicerorhinus sumatrensis lasiotis, una sottospecie del rinoceronte di Sumatra che aveva colonizzato l’Indocina. Nei racconti dei villaggi, però, era semplicemente “il signore della foresta”: invisibile, solitario, notturno. Lo si conosceva dai segni che lasciava: un tronco piegato, un solco nel fango, un cumulo di sterco fresco.*

*Negli anni ’70 e ’80 si stimava che qualche decina di esemplari resistesse lungo i confini thailandesi. Ricercatori di Oxford e ranger locali organizzarono spedizioni. Trovarono impronte, tracce, ma quasi mai l’animale stesso. Era già raro, già in ritirata.*
*Nel 1992 un rapporto dell’IUCN lo menzionava ancora nel Laos e in Cambogia. Alcuni parlavano di dieci individui superstiti. Poi le tracce si fecero sempre più sottili.*

*Alla fine degli anni ’90 il verdetto era chiaro: estinzione regionale. Nessun rinoceronte in Thailandia. Nessuno in Laos. Nessuno in Cambogia.*

*Restava solo il sospetto che piccoli nuclei potessero sopravvivere inosservati nelle foreste più impenetrabili. Ma le pattuglie antibracconaggio non trovarono più nulla. Restavano solo corna sequestrate nei mercati di Bangkok o Saigon, vendute a prezzi astronomici per la medicina tradizionale.*

*Negli ultimi anni, alcuni biologi hanno recuperato resti ossei e DNA antico da musei e collezioni. Scoprirono che i rinoceronti dell’Indocina non erano una specie a sé stante, ma una popolazione distinta del rinoceronte di Sumatra. Una ramificazione geografica, isolata, che non ha retto all’urto del secolo XX.*

*Questa scoperta non li rende meno misteriosi: anzi, li avvicina di più a noi. Sono parenti strettissimi di un animale che ancora oggi, con meno di cento esemplari, sopravvive a Sumatra e nel Borneo. La differenza è che in Indocina il filo si è spezzato.*

*Il quagga, la tigre della Tasmania, il rinoceronte dell’Indocina. Tre storie che non appartengono ai tempi geologici, ma a noi contemporanei.*
*Il quagga scompare a fine Ottocento, quando già c’erano le locomotive.*
*La tigre della Tasmania muore negli anni ’30, quando già volavano gli aerei.*
*Il rinoceronte dell’Indocina sparisce negli anni ’90, quando già avevamo internet.*

*Sono estinzioni che portano una colpa precisa: non è stato il tempo, è stata la mano dell’uomo. E raccontarle a una bambina significa insegnarle che il mondo che ci circonda non è fisso, ma fragile. Che un animale reale può diventare leggenda in una sola generazione.*

*Oggi, nelle zone dove un tempo viveva, restano i racconti degli anziani. Alcuni dicono di averne sentito i richiami, simili a trombe nasali. Altri parlano di incontri al crepuscolo. Ma nessuna fotografia, nessuna prova.*

*Il rinoceronte dell’Indocina è ormai un’ombra, un ricordo.*
*E quando tua figlia chiede «Ma tornerà mai?», l’unica risposta possibile è questa:*
*torna nei libri, nei racconti, nella memoria. È qui, adesso, nelle nostre parole.*

21 dicembre

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Ps non cercate il quagga al Museo di Scienze naturali di Milano. Una colonia di muffe aveva aggredito l'animale impagliato. Un gruppo di tassonomisti è al lavoro per sanare le piaghe del tempo.