Per anni abbiamo raccontato che in Cina il formaggio non esiste.
Lo dicevamo con la calma di chi non teme smentite. Non lo mangiano. Non lo digeriscono. È biologico, culturale, definitivo. Come se un miliardo e mezzo di persone condividesse lo stesso intestino. Noi facciamo il formaggio, loro no. Fine.

Era una scorciatoia comoda. Serviva a non entrare davvero in Asia. Bastava tirare in ballo il lattosio per evitare domande peggiori: su come cambiano i gusti, su cosa diventa simbolo, su come le merci viaggiano meglio delle idee. Se non lo digeriscono, il problema è loro. Noi restiamo intatti. Poi Pechino ha deciso di mettere dazi fino al 42,7 per cento sui prodotti lattiero-caseari europei. E il formaggio ha improvvisamente acquisito realtà. Non nei piatti. Nei documenti. Nelle dogane. Nelle percentuali. Un piccolo capolavoro di ironia politica: una cosa può non servire a mangiare e servire benissimo a colpire. Il frigorifero come arsenale.

L’Europa ha reagito come reagisce sempre quando viene toccata senza essere considerata pericolosa. Comunicati, consorzi, tavoli tecnici. Indignazione composta. L’aria offesa di chi non capisce se è stato insultato o semplicemente ignorato. La Cina non ha spiegato nulla. Non ha alzato la voce. Ha scelto un prodotto che per lei vale poco e per noi vale moltissimo. Un gesto pulito. Non ti colpisco dove sei forte, ti colpisco dove ti racconti. Dove confondi identità e mercato.

Perché il formaggio europeo non è una merce. È un feticcio. Territorio, denominazione, memoria, retorica. Lo difendiamo non perché renda, ma perché ci rassicura. Ed è per questo che fa male. Non abbastanza da far saltare un settore. Abbastanza da scoprire una crepa. Il vecchio luogo comune torna utile: i cinesi non mangiano formaggio. Proprio per questo lo si può colpire. Non tocca il piatto quotidiano, non crea proteste, non ha costo sociale. È roba da hotel, ristoranti occidentali, brunch urbani. Colpisce chi può lamentarsi, non reagire.

Per anni abbiamo spiegato l’Asia con l’intolleranza al lattosio. Ora scopriamo che l’intolleranza vera è un’altra.

7 gennaio

©2026 - Altriorienti - Accesso amministratori - Questo sito non raccoglie informazioni personali e non usa cookies

Log in with your credentials

Forgot your details?