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title: "La nuova indulgenza plenaria del rock: essere stronzi, ma bravi"
url: https://www.altriorienti.com/la-nuova-indulgenza-plenaria-del-rock-essere-stronzi-ma-bravi/
date: 2026-02-15
modified: 2026-02-15
author: "Leone Battisti Alberti"
description: "C’è una cosa che non dovrei dire, ma la dico lo stesso: Internazionale mi arriva addosso ogni settimana come un amico lasciato fuori di casa dalla fidanzata, ma che continua..."
categories:
  - "Opinioni ed editoriali"
tags:
  - "Islam"
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# La nuova indulgenza plenaria del rock: essere stronzi, ma bravi

*C’è una cosa che non dovrei dire, ma la dico lo stesso: Internazionale mi arriva addosso ogni settimana come un amico lasciato fuori di casa dalla fidanzata, ma che continua a dormirmi sul divano perché non ho la forza di cacciarlo. **È una dipendenza scema, lo so. **Una mutilazione lenta dell’intelligenza: paghi l’abbonamento e ti entra in casa un mondo che non ti appartiene, ma che continui a tollerare per stanchezza, per inerzia, per quello strano bisogno di sentirti “informato” anche quando non ci credi più.*

*Il PDF si apre da solo, come uno di quei messaggi notturni che non vuoi leggere ma che ti trovano lo stesso. **E noi leggiamo. **Piketty che pesa come un pomeriggio di pioggia a novembre. **Žižek che ti morde la caviglia e intanto ti parla di Lacan. **E poi Di Mauro. **Ah, Di Mauro. **Il direttore a morte. **Non nel senso tragico: nel senso burocratico. **Da sempre e per sempre. **Come Kim, come Assad, come quelle figure che non si dimettono mai perché non c’è più nessuno disposto a ricordare chi c’era prima. **È un caso di sopravvivenza avanzata al declino cognitivo dell’editoria italiana.*
*Sta lì.*
*Immobile.*
*Eterno.*
*Un direttore fossile.*
*Un monolite della continuità editoriale.*
*Non brilla, non cade, non respira.*
*Resta.*

*Il problema, però, non è nemmeno lui.*

*Il problema è quando inciampi in pezzi come quello di Giovanni Ansaldo: **“[La musica dei Radiohead va oltre le loro contraddizioni](https://www.internazionale.it/notizie/giovanni-ansaldo/2025/11/15/radiohead-concerto-bologna)”. **Un titolo che sembra innocuo, quasi tenero, come un filo di luce in una stanza dove qualcuno sta già fumando da ore.*

*Poi lo leggi. **E capisci che sei finito nella solita trappola morale: **la cultura come sacrestia, la musica come sacramento, il pubblico come gregge da rassicurare.*

*Lì dentro scorre la catechesi contemporanea: **“la Palestina ha diritto alla resistenza”, **“l’arte non può essere neutrale”, **“ogni boicottaggio è legittimo”, **che tradotto significa: **se sei bravo, ti perdoniamo. Se sei bravissimo, ti assolviamo.*

*E infatti il pezzo sta tutto su due righe non scritte:*

> *hanno taciuto, hanno deluso, hanno girato la testa… però la musica è troppo bella.*
*È questo “però” che fa schifo. **È una resa morale mascherata da illuminismo da supermercato.*

*Yorke ha taciuto? **Greenwood ha collaborato con un israeliano? **La band non ha fatto il gesto giusto al momento giusto? **Non importa.*

*Siamo gente che colleziona emozioni, non responsabilità. **Se la musica è bella, la coscienza si adatta.*

*Il vero problema non è il moralismo: **è la confusione delle cose.*

*L’idea assurda che si possa parlare di Gaza dentro una recensione dei Radiohead come si parla di una pioggia estiva sopra il palco.*
*L’idea che tutto si equivalga: sofferenza reale e melodie, morti e accordi minori, geopolitica e falsetti.*

*Vuoi parlare di Gaza, fallo. **Ma anche del **7 ottobre. **Non con metafore, ma con materia. *

*Dì ostaggi.*
*Dì famiglie bruciate vive.*
*Dì corpi trascinati come prede.*
*Dì sangue, non simboli.*

*E dì dei ragazzi del Supernova —*
*gli stessi che vedi ai concerti dei Radiohead o del Bataclan,*
*belli, stupidi, vivi, pieni di speranze cretine e magnifiche.*
*Ragazzi che volevano ballare nel deserto e invece sono stati macellati.*
*Non per un’idea.*
*Per barbarie.*

*E c’è un dettaglio che nessuno vuole affrontare: **i terroristi hanno un’ossessione quasi erotica per i giovani alle feste.*
*Una costante.*
*Una firma.*
*Colpiscono la gioia.*
*Colpiscono il futuro.*
*Colpiscono la musica perché la musica, per un attimo, fa sentire immortali.*
*Supernova come Bataclan.*
*Stessa scena, diverso livello di indifferenza.*

*E se vuoi parlare dei Radiohead, allora parla dei Radiohead.*
*Parla della loro musica che entra nelle ossa come un cantiere aperto,*
*di Yorke che non è un profeta e non vuole salvarci,*
*del loro suono che pare un’Europa che si spegne lentamente.*

*Parla della bellezza quando è solo bellezza.*

*Il pezzo di Internazionale, invece, non parla di nulla.*
*Vuole tenere insieme etica e concerto, Gaza e chitarre, Hamas e falsetti.*
*E mentre tenta di incrociare l’impossibile, produce il mostro.*

*Alla fine resta questo: ci siamo abituati al massacro.*
*Lo guardiamo senza tremare. **I ragazzi muoiono mentre ballano. **Sempre gli stessi. **Sempre per mano degli stessi.*

*E noi qui, a capire, a scusare, a lucidare parole.*

*La verità?*
*Quando l’orrore non ti scuote più, sei già morto.*

*E non si salva nessuno.*
*Nemmeno noi.*

16 febbraio

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