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title: "La scomparsa dei cigni in Gran Bretagna"
url: https://www.altriorienti.com/la-scomparsa-dei-cigni-in-gran-bretagna/
date: 2026-02-05
modified: 2026-02-05
author: "Leone Battisti Alberti"
description: "C’erano una volta le lucciole, scrisse Pasolini.E con loro sparì un mondo: la civiltà contadina, la notte vera, il silenzio, la lentezza, la fame che aveva ancora un senso. Oggi,..."
categories:
  - "Opinioni ed editoriali"
tags:
  - "Gran Bretagna"
  - "Islam"
word_count: 612
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# La scomparsa dei cigni in Gran Bretagna

*C’erano una volta le lucciole, scrisse Pasolini.*
*E con loro sparì un mondo: la civiltà contadina, la notte vera, il silenzio, la lentezza, la fame che aveva ancora un senso.*

*Oggi, spariscono i cigni.*
*Non nelle paludi o nei fiumi, ma nei parchi pubblici, sotto gli occhi dei bambini. Il cigno era un animale regale, non solo per la corona britannica, ma per tutti noi: rappresentava l’ultima forma vivente del mito. La sua presenza nei parchi — tra i laghi artificiali, i ponti di ghisa, le panchine verniciate di verde — era un segno di continuità tra la natura e la civiltà, tra l’infanzia e la memoria.*

*Ora anche questo simbolo scompare. In Gran Bretagna, raccontano i giornali, i cigni vengono uccisi e cucinati da migranti islamici. “Per fame”, dicono. Ma la fame è solo la superficie: dietro c’è la cancellazione del valore simbolico del vivente. È la fame di un mondo che non riconosce più la sacralità di nulla, nemmeno del parco.*

*I nuovi barbari non sono i poveri, né gli stranieri, ma coloro che non distinguono più: che non vedono la differenza tra un gesto sacro e uno triviale, tra l’anima e la carne. Nella morte del cigno c’è la stessa catastrofe morale che Pasolini vide nelle lucciole: la fine del pudore, del limite, della grazia. Non c’è più un’idea condivisa di ciò che va preservato. La bellezza, oggi, è una casualità amministrativa.*

*Il parco — che era il luogo della tregua — diventa campo di caccia. I laghetti si svuotano, le panchine restano deserte, e i bambini imparano che nulla è più inviolabile. È un nuovo medioevo che avanza in silenzio: non fatto di castelli e carestie, ma di indifferenza, di luce artificiale, di perdita del simbolo.*

*Le lucciole sparirono con l’arrivo dell’elettricità, e fu l’inizio dell’industrializzazione, della televisione, della cultura di massa. I cigni scompaiono ora, nell’epoca del digitale e del controllo, quando tutto è visibile e nulla è più guardato. La loro assenza non annuncia il progresso, ma la fine della civiltà dei parchi, della civiltà della misura.*

*Quando sparisce il cigno, sparisce anche l’idea di una pace possibile. E con essa, l’ultimo riflesso della grazia.*

**Appendice. Dialogo con il Venerabile Anurak**

*L’incontro con il monaco avvenne in una casa privata, in una via tranquilla di Milano, tra il suono dei tram e il profumo del riso che arrivava dalla cucina.*
*La casa apparteneva a una signora thailandese, gentile e sorridente, che ogni tanto apriva le porte ai membri della piccola comunità del suo paese.*
*Quel pomeriggio ospitava il Venerabile Anurak, un monaco venuto in Italia per alcuni incontri interreligiosi, dedicati al dialogo tra le fedi.*
*Ci sedemmo in cerchio, bevendo tè al gelsomino.*

*Si parlò di molte cose: del silenzio, della compassione, del mondo che cambia. Poi, quasi per caso, la conversazione scivolò sugli animali.*
*Qualcuno ricordò i cervi di Nara, un altro i pavoni birmani, e infine venne nominato il cigno. **Il monaco sorrise e disse piano:*
*— “Ah, il cigno… In Asia non è solo un animale. È uno spirito.”*

*In India, raccontò, il cigno è l’haṃsa, l’uccello che accompagna Sarasvatī, la dea della conoscenza e della musica. È colui che sa separare l’acqua dal latte, il puro dall’impuro. **In Thailandia si chiama hongsa: un uccello regale, celeste, che scende sulla terra solo quando l’acqua è limpida e gli uomini vivono in pace.*
*In Cina, invece, è fratello della gru: simbolo di grazia e longevità.*

*— “Quando i cigni scompaiono,” disse infine, “significa che il mondo non è più in pace.”*

*Ci fu un silenzio. **Le sue parole restarono sospese come una verità semplice e inconfutabile.*
*Fu allora che pensai alle lucciole di Pasolini.*
*Forse, oggi, è davvero la volta dei cigni.*

5 febbraio

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