Abbiamo chiesto alla nostra esperta di energia, la ricercatrice Nanami Kawakami, una breve riflessione sul tema dell’acciaio ed energia. Nanami ci ha scritto pochi giorni dopo, portando nuovi elementi di riflessione.

“L’acciaio verde tra retorica, concorrenza e vincoli energetici. Uno sguardo comparato da Tokyo.”

L’acciaio è la materia prima della modernità: invisibile ma essenziale, onnipresente ma scarsamente compresa nella sua profondità energetica. Produrlo richiede grandi quantità di energia termica ed elettrica, prevalentemente da fonti fossili. Decarbonizzarlo è la frontiera più avanzata e più complessa della transizione industriale. E al tempo stesso, è il teatro di una battaglia geopolitica silenziosa tra continenti.

1. La produzione globale: cifre, cicli e differenze

Nel 2023, la produzione mondiale di acciaio ha superato i 1,88 miliardi di tonnellate (World Steel Association, World Steel in Figures 2024). Di queste:

  • Cina: 1.013 Mt

  • India: 135 Mt

  • UE27: 129,5 Mt

  • USA: 80 Mt

  • Giappone: 87 Mt

I cicli produttivi dominanti sono:

  • BF-BOF (Blast Furnace–Basic Oxygen Furnace): ~70% globale, 1.8–2.2 t CO₂/t acciaio (IEA 2022).

  • EAF (Electric Arc Furnace): ~30% globale, 0.3–0.6 t CO₂/t acciaio, a seconda del mix elettrico (Worrell et al., 2020).

  • DRI-EAF (Direct Reduced Iron via idrogeno o gas naturale): <3%, ma strategicamente cruciale (Hydrogen Council, 2024).

L’elettricità necessaria per 1 tonnellata di acciaio EAF è tra 350 e 550 kWh (Steel Statistical Yearbook, 2023). Se non è rinnovabile, il beneficio climatico si riduce drasticamente (Agora Energiewende, 2022).

2. Europa: pioniera vulnerabile

L’UE ha avviato il Green Deal Industriale per decarbonizzare l’acciaio entro il 2050. Le tappe chiave includono:

  • ETS Phase IV (Emission Trading System): taglio progressivo delle quote gratuite (European Commission, 2021).

  • CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism): meccanismo doganale basato sulle emissioni incorporate (Regulation (EU) 2023/956).

  • Innovation Fund: oltre 10 miliardi di euro fino al 2030 per progetti “low-carbon” (European Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency – CINEA).

Progetti faro:

  • Salzgitter AG (Germania): progetto SALCOS, produzione DRI con idrogeno verde (Fraunhofer ISI, 2023).

  • ArcelorMittal (Francia, Belgio, Germania): oltre 1,7 miliardi € di sussidi pubblici per impianti EAF/DRI (DG COMP SA.106084, 2024).

Limiti attuali:

  • Mancanza di idrogeno verde competitivo (< €2,5/kg, oggi oltre €5) (IRENA, Green Hydrogen Cost Outlook, 2023).

  • Prezzo medio industriale dell’elettricità nell’UE: 0,14 €/kWh contro 0,07 €/kWh in USA e 0,08 €/kWh in Giappone (IEA Electricity Prices Database, 2024).

3. Cina: overcapacity e dumping ambientale

La Cina ha chiuso impianti inefficienti, ma resta leader globale per capacità produttiva, grazie a:

  • Sovvenzioni regionali implicite e accesso a energia low-cost.

  • Economia di scala interna (produzione in 500+ impianti, molti statali).

Nel 2023:

  • Emissioni totali del settore siderurgico cinese: ~1.8 Gt CO₂ (Tsinghua University Steel Emissions Inventory, 2023).

  • Esportazioni: 90,3 Mt, +36% YoY (China Customs, 2024).

Piano di decarbonizzazione:

  • Target di peak emissions al 2030 e carbon neutrality al 2060 (China Iron & Steel Association White Paper, 2023).

  • Progetti pilota in DRI e CCS (ad esempio HBIS Group), ma ancora marginali (Global CCS Institute, 2023).

4. Giappone: la via dell’ibridazione tecnologica

Il Japan Green Transformation (GX) Plan punta a ridurre le emissioni industriali del 46% al 2030. L’acciaio giapponese resta dominato da altiforni, ma sono in corso investimenti mirati:

  • Nippon Steel: impianti DRI-HyRex e forni ad arco elettrico a basso consumo (NSC Sustainability Report, 2023).

  • Progetto SuperCOURSE50 in collaborazione con la NEDO (New Energy and Industrial Technology Development Organization): riduzione delle emissioni fino al 50% nei BF (NEDO Technical Roadmap, 2022).

Il mix elettrico giapponese, ancora dominato da carbone e gas (oltre 65%), limita la “verdità” reale dell’acciaio elettrico.

5. Stati Uniti: reshoring e pragmatismo carbonico

Gli USA investono nel cosiddetto “clean steel reshoring”:

  • Inflation Reduction Act (2022): crediti d’imposta per idrogeno e materiali da costruzione low-carbon (U.S. DOE, IRA Implementation Plan, 2023).

  • Buy Clean Program: standard federali per materiali a basse emissioni (U.S. GSA Guidelines, 2024).

I principali produttori (Nucor, Steel Dynamics) usano rottame al 90–95% con EAF.
Emissioni medie: 0.37 t CO₂/t acciaio (Argonne National Lab, GREET Model, 2023).

Conclusione: la materia di cui è fatto il potere

Il futuro dell’acciaio non sarà deciso solo nei laboratori, ma nelle sale ministeriali, nei porti doganali, nelle centrali elettriche. Un acciaio veramente verde è tecnicamente possibile, ma politicamente fragile. Serve:

  • Accesso sicuro a energia pulita e abbondante.

  • Prezzo del carbonio globale o meccanismi correttivi equi.

  • Trasparenza sulle emissioni incorporate nei beni scambiati.

L’Europa ha scelto la coerenza. Ma senza strategia industriale comune, rischia la marginalità. La Cina resta dominante, ma a rischio backlash. Il Giappone prova la via tecnologica. Gli Stati Uniti la via protezionista.
La partita dell’acciaio è aperta. E vale molto più del prezzo di mercato.

Bibliografia tecnica e policy references (ampliata):

  • IEA, Iron and Steel Technology Roadmap, 2020

  • Hydrogen Council, Steel Hydrogen Tracker, 2024

  • EUROFER, European Steel in Figures, 2023

  • World Steel Association, World Steel in Figures, 2024

  • European Commission, SA.103481, 2023

  • Agora Energiewende, Making the EU ETS Fit for Net-Zero Industry, 2022

  • Worrell et al., Energy Use and Carbon Emissions in the Steel Sector, Journal of Cleaner Production, 2020

  • China Customs Statistics Yearbook, 2024

  • Carbon Brief, Explainer: China’s Steel Sector and Carbon Neutrality, 2023

  • U.S. DOE, Inflation Reduction Act Industrial Roadmap, 2023

  • GREET Model, Argonne National Laboratory, 2023

  • METI Japan, White Paper on Energy, 2023

  • NSC, Nippon Steel Sustainability Report, 2023

  • NEDO, Green Innovation Fund Technology Roadmap, 2022

  • Global CCS Institute, CCS in Heavy Industry: Status Report, 2023

  • Regulation (EU) 2023/956, Carbon Border Adjustment Mechanism

  • CINEA, Innovation Fund Project Portfolio, 2023

  • Fraunhofer ISI, Hydrogen-Based Steelmaking in Europe, 2023

  • IRENA, Green Hydrogen Cost Outlook, 2023

  • USITC, Steel Import Monitoring Reports, 2024

  • Tsinghua University, China Steel Emissions Inventory, 2023

  • China Iron and Steel Association, Carbon Neutral Roadmap, 2023

24 ottobre

 

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