---
title: "Laura Gemser – la donna di Surabaya"
url: https://www.altriorienti.com/laura-gemser-la-donna-di-surabaya/
date: 2025-06-26
modified: 2025-06-29
author: "Leone Battisti Alberti"
description: "Nata a Surabaya, in Indonesia, Laura Gemser è cresciuta nei Paesi Bassi. Ma la sua origine, se pure registrata nei documenti, resta un mistero aperto.Perché il suo corpo, il suo..."
categories:
  - "Cultura, arte e bellezza"
tags:
  - "Indonesia"
word_count: 639
---

# Laura Gemser – la donna di Surabaya

*Nata a Surabaya, in Indonesia, Laura Gemser è cresciuta nei Paesi Bassi. Ma la sua origine, se pure registrata nei documenti, resta un mistero aperto.*
*Perché il suo corpo, il suo volto, la sua voce – sembrano appartenere a tutte le terre lontane insieme. **Non era nera, ma neppure bianca. **Non era asiatica nel modo in cui l’Asia viene immaginata. **Non era africana, anche se interpretò Emanuelle nera. **Laura Gemser era ogni luogo esotico proiettato dall’Occidente sullo schermo del desiderio.*

*Era una donna e una mappa. **Una geografia del turbamento. **Una bussola impazzita. **Il suo volto non definiva un’origine, ma un altrove.*

*Nel cinema erotico italiano degli anni Settanta, le assegnarono il ruolo della tentatrice silenziosa, della donna tropicale, della regina del piacere. Ma a guardarla bene – nei suoi occhi, nei suoi silenzi, nei movimenti leggeri – non c’era compiacenza, non c’era subordinazione. C’era qualcosa di più raro e più sottile: la calma di chi sa, di chi ha già visto, di chi non si lascia definire.*

*La Gemser entrava in scena con la lentezza di chi non ha bisogno di imporsi. Stava. E questo bastava. In un’epoca in cui le donne sullo schermo venivano ridotte a funzione, lei riusciva a non lasciarsi ridurre. Era un corpo pensante. Un corpo che diceva “non mi avrai, neanche se mi guardi”. Un corpo che smascherava chi guardava. Ed è forse per questo che oggi è ancora lì. Nel fondo delle nostre fantasie, dei nostri fraintendimenti, delle nostre inquietudini. Non più solo attrice, ma emblema della distanza.*

*E dietro quella distanza, c’era anche ironia. Lucida, tagliente, divertita.*
*In un’intervista (riportata anche su [Wikipedia](https://it.wikipedia.org/wiki/Laura_Gemser)), Laura Gemser disse con semplicità: “Certo che so che non stavamo facendo arte. Ma c’era qualcosa di onesto, e io mi divertivo. E poi, non bisogna sempre prendersi sul serio.”*
*Durante le riprese di Violenza in un carcere femminile (1982), raccontò con disarmante sincerità i contrasti con l’attrice Lorraine De Selle: “Era una che si dava delle arie da intellettuale incredibili. Ma dai… stai girando una cavolata simile, non puoi fare l’attrice di teatro impegnata. Insomma la storia è quel che è, non è sicuramente Shakespeare… divertiamoci, no?”*
*Anche sul nudo fu limpida: “Le prime volte in cui mi dovetti spogliare furono un attimino traumatiche... ma poi ci ho fatto l’abitudine. Se lo prendi come un lavoro, passa tutto. Dici: lo devo fare, mi pagano.”*
*Mai ambigua, mai ipocrita, non girò mai scene pornografiche, anche se alcuni film vennero rimontati con spezzoni hard girati con controfigure. *

*Laura Gemser è diventata una donna-mondo, un paradosso vivente: **vicina e lontanissima, reale e simbolica, desiderata e mai posseduta.*

*Non fu mai “facetta nera” da canzone. Non fu mai la “sposa bambina” di [Indro Montanelli](https://it.wikipedia.org/wiki/Indro_Montanelli) acquistata per 350 lire al padre. Ricordo che il gran toscano fu accusato in modo orribile da generazioni di femministe - più pericolose dei proiettili di qualche terrorista rosso.*

*Fu una donna moderna, completa, inaccessibile per statura. **Pensante, distante, come una regina silenziosa in un film che non osava parlare di lei, ma solo intorno a lei. **La sua bellezza era muta e piena. **Mai gridata, mai isterica. **Una bellezza che non chiedeva  approvazione, che stava. **E bastava così.*

*E come è apparsa – d’improvviso, sulle spiagge, nei letti di lino, tra cuscini e ombre di palme – così se n’è andata. **Presto. **In punta di piedi.*

*Si ritirò dal cinema giovanissima, dopo aver perso l’uomo che amava: Gabriele Tinti, attore italiano, compagno di molte pellicole, morto troppo presto. **Non tornò indietro. **Scelse una vita di creazione silenziosa: costumista, artigiana dell’eleganza, anima discreta nel cuore  rumoroso del cinema romano.*

*Ancora oggi vive a Roma, lontana dai riflettori. **Nessun ritorno in scena, nessuna intervista-memoir, nessuna richiesta di tributo. **Una donna piena, realizzata, ritirata con grazia.*

*Laura Gemser è la prova che il corpo può essere più intelligente dello sguardo che lo giudica.*

26 giugno

![](https://www.altriorienti.com/wp-content/uploads/2025/06/Emanuelle_nera_-_1975._03-199x300.jpg)

![](https://www.altriorienti.com/wp-content/uploads/2025/06/zObMWYEHJkPEhmFsyW8uFCVRgfo-200x300.webp)

![](https://www.altriorienti.com/wp-content/uploads/2025/06/1b68ac1e3a44268e94d8f787a69bd045.jpg)