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title: "Rachel Scott – La donna che coltiva la nostra speranza"
url: https://www.altriorienti.com/rachel-scott-la-donna-che-coltiva-la-nostra-speranza/
date: 2025-08-16
modified: 2025-08-27
author: "Leone Battisti Alberti"
description: "Ci sono giornalisti che fanno domande per mestiere, e giornalisti che fanno domande come si lancia un coltello. Abbiamo scritto pochi giorni fa della Fallaci come necessità personale e collettiva...."
categories:
  - "Opinioni ed editoriali"
tags:
  - "democrazia"
  - "evidenza"
  - "Russia"
  - "USA"
word_count: 639
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# Rachel Scott – La donna che coltiva la nostra speranza

*Ci sono giornalisti che fanno domande per mestiere, e giornalisti che fanno domande come si lancia un coltello.*

*Abbiamo scritto pochi giorni fa della Fallaci come necessità personale e collettiva. Oggi sentiamo l'urgenza di celebrare la coerenza di Rachel Scott. Lei non ha l’aria della rivoluzionaria: capelli raccolti, voce ferma, nessuna posa da martire. Eppure, davanti ai potenti, è lei a dettare il ritmo.*

*Ad Anchorage, con Trump e Putin sul tappeto rosso, ha osato dire l’ovvio: «Fermerà l’uccisione di civili?». Putin si gratta l’orecchio, finge sordità improvvisa. Trump guarda altrove. L’aria trema, ma lei resta lì, con quella domanda sospesa come una lama.*

*L’incontro di Anchorage, del resto, non ingannava nessuno. Tutti noi sapevamo che non avrebbe portato da nessuna parte: troppo scaltro Putin e troppo pavido Trump perché qualcosa potesse davvero essere deciso. Semplicemente una perdita di tempo agli occhi del mondo, o al massimo un guadagno di tempo per Putin.*

*Non è la prima volta che Scott rompe lo schema. Nel 2021, a Ginevra, ricordò a Putin la lista dei suoi oppositori “morti, incarcerati o avvelenati”: «Di cosa ha paura?». A Trump, invece, chiese: «Perché gli elettori neri dovrebbero fidarsi di lei?». Risultato: attacchi, insulti, la solita accusa di “fake news”. Eppure ogni insulto, nel suo caso, suona come una medaglia al valore.*

*Chi è, allora, questa donna che non arretra? Rachel Scott è nata a Los Angeles nel 1993. Laureata alla USC Annenberg School of Journalism, è entrata in ABC News nel 2015, partendo dietro le quinte. Nel 2020 era già corrispondente dalla Casa Bianca, nel pieno della pandemia. Oggi è senior congressional correspondent. Una carriera costruita senza clamori, ma con costanza, fino al momento in cui una domanda davanti a Putin l’ha trasformata in simbolo globale.*

*Rachel Scott non è Anna Politkovskaja — e per fortuna. Non vive a Mosca, ma a Washington. Non rischia la vita a ogni articolo, ma solo un insulto di Trump o un finto acufene di Putin. Altrove sarebbe già stata silenziata. Negli Stati Uniti, invece, può continuare a fare ciò che fa meglio: chiedere quello che nessuno osa.*

*Le strette di mano di Anchorage mi hanno lasciato l’amaro in bocca, come i tappeti rosso sangue sui quali hanno camminato i due presidenti bugiardi. Uno show sgradevole e inutile, ad uso degli sciocchi. Per questo — ben venga Scott. In quel teatrino cerimoniale, la sua voce è stata l’unica nota vera, stonata quanto basta da ricordarci che la realtà non si può insabbiare con un sorriso e un flash.*

*E non è sola. Negli Stati Uniti ci sono ancora voci che resistono. Christiane Amanpour, decana delle interviste impossibili, che ha attraversato Sarajevo e Teheran senza perdere la lingua affilata. Jake Tapper, volto della CNN, che preferisce rischiare l’impopolarità piuttosto che l’acquiescenza. Jonathan Swan, giovane ma già feroce, capace di incalzare Trump con i dati stampati in mano, fino a costringerlo al balbettio. Non sono molti, ma ci sono. E la loro esistenza dice che non tutto è perduto: vi è ancora vita, vi è ancora dignità nella parola pubblica.*

*Il giornalismo del futuro non avrà bisogno di eroi tragici, ma di persone come loro: ironiche, dirette, capaci di fare la domanda giusta al momento sbagliato. Il tipo di domanda che lascia muti i potenti e meno soli i cittadini.*

*E allora sì, Rachel Scott coltiva la nostra speranza. Non la speranza ingenua che un tiranno possa cambiare per una frase. Ma la speranza adulta, più difficile: che ci sia ancora chi non abbassa lo sguardo. Che la verità, ogni tanto, possa ancora entrare in sala.*

*In tempi in cui i potenti parlano senza dire e i giornalisti chiedono senza chiedere, Rachel Scott ci ricorda una verità elementare: non serve alzare la voce per far tremare il palazzo, basta una domanda che nessuno vuole sentire.*

17 agosto

 

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