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title: "Rileggere Wheen – la fine dell’Illuminismo spiegata da un inglese arrabbiato"
url: https://www.altriorienti.com/rileggere-wheen-la-fine-dellilluminismo-spiegata-da-un-inglese-arrabbiato/
date: 2025-10-05
modified: 2025-10-05
author: "Leone Battisti Alberti"
description: "Ci sono libri che si scelgono, e altri che ci aspettano in silenzio. In fondo a una libreria alta, dietro una doppia fila di saggi accatastati per fretta più che..."
categories:
  - "Cultura, arte e bellezza"
tags:
  - "democrazia"
  - "egemonia"
  - "Mumbo-Jumbo"
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# Rileggere Wheen – la fine dell’Illuminismo spiegata da un inglese arrabbiato

*Ci sono libri che si scelgono, e altri che ci aspettano in silenzio. In fondo a una libreria alta, dietro una doppia fila di saggi accatastati per fretta più che per ordine, è riemerso un titolo che credevo perduto: "Come gli stregoni hanno conquistato il mondo", traduzione italiana (di una casa editrice meritevole – andata a gambe all'aria come tante altre) dall’inglese "How Mumbo-Jumbo Conquered the World". L’autore: Francis Wheen, giornalista britannico dalla penna tagliente, oggi semidimenticato. Non so più dove e quando l’abbia comprato. Ma so che oggi, riaprendolo, mi è sembrato un libro più attuale di tutti quelli usciti quest’anno.*

*Lo stregone era tra noi. E noi, presi dal rumore, non lo avevamo ascoltato.*

*Francis Wheen non è un profeta. Non è un filosofo. È, semplicemente, un uomo colto, arrabbiato e ironico che ha osservato il mondo agli inizi del nuovo millennio e ha capito — con anticipo inquietante — che stava andando tutto storto. Che la ragione si stava ritirando, silenziosa e senza rumore, mentre al suo posto tornavano in auge credenze, fanatismi, narrazioni mitologiche e logiche tribali. Non nei deserti del Medio Oriente, ma nei grattacieli di Londra, nei salotti televisivi, nelle università, nei mercati finanziari, nei corsi di formazione aziendale.*

*Con humour perfido, scrive:*

> *«Keep an open mind!, dicevano i conduttori televisivi mentre mandavano in onda il falso video dell’autopsia aliena di Roswell. Il Daily Telegraph replicò: If you open your mind too much, your brain may fall out.»*
*Là dove gli altri celebravano la “mente aperta”, Wheen ricordava che anche le fessure mentali possono diventare voragini. Soprattutto se la ragione non le presidia più.*

*Il libro è una specie di autopsia morale e intellettuale del mondo contemporaneo. Wheen parte dalla constatazione che l’Illuminismo — quel lungo sforzo per costruire una civiltà basata su fatti, ragionamenti, scienza e diritto — è finito. Non in un’esplosione, ma in una risata. La ragione, dice, è stata sconfitta non da una nuova ideologia, ma da una marea montante di sciocchezze travestite da verità.*

> *«Cults, quacks, gurus, irrational panics and disordered thinking»: culti, ciarlatani, panico isterico e pensiero sgangherato — questo è il nuovo panorama che descrive. Un’epoca che si crede razionale, ma agisce come una tribù pre-scientifica dotata di wi-fi.*
*E il dramma è che le nuove superstizioni non vengono più dai margini. Sono sistemiche. Il mercato è diventato una religione. I manager, dei sacerdoti. Gli economisti, oracoli. I giornalisti, narratori di favole ansiogene. Le università, templi del relativismo dove reality, la realtà, può essere pronunciata solo tra virgolette.*

*Wheen non fa distinzioni ideologiche. Ce l’ha con la sinistra che ha smesso di pensare, con la destra che ha iniziato a credere, con il giornalismo ridotto a storytelling e con l’accademia che ha deciso che non esiste più la verità, ma solo interpretazioni.*

> *«Molti studenti delle discipline umanistiche hanno imparato che il mondo è solo un ‘testo’ socialmente costruito, su cui si può dire qualunque cosa si voglia, purché lo si dica in modo sufficientemente oscuro.»*
*E così, mentre ci preparavamo a combattere le fake news e l’analfabetismo scientifico, avevamo già smesso di credere alla scienza, alla realtà, persino all’evidenza. Il mondo era diventato un talk show dove ognuno ha diritto alla propria versione dei fatti — purché sappia raccontarla bene.*

*Il capitolo più feroce è dedicato al culto del mercato, vera e propria divinità moderna. Wheen descrive l’ideologia neoliberista degli anni Ottanta come un ritorno del pensiero magico sotto mentite spoglie. Reagan e Thatcher parlano del mercato con le stesse metafore che un tempo si usavano per Dio. I guru economici, come Milton Friedman, diventano sacerdoti. La “mano invisibile” sostituisce il giudizio. Le crisi finanziarie sono interpretate come flagelli purificatori.*

> *«L’ideologia del libero mercato era diventata una superstizione, tanto quanto le danze della pioggia o le previsioni astrologiche.»*
*Ma con conseguenze più letali. Perché dietro lo storytelling neoliberale si è costruita una diseguaglianza strutturale che Wheen vede già allora come irreversibile, sostenuta da guru da palcoscenico, libri di motivazione e paccottiglia new age.*

*E poi c’è la guerra. L’11 settembre. L’invasione dell’Iraq. L’“asse del Male”. Wheen osserva come la politica mondiale si trasformi in una soap opera morale, dove Bush e Bin Laden sono due personaggi speculari dello stesso dramma biblico.*

> *«Tutti, dopo l’11 settembre, avevano smesso di pensare. Alcuni parlavano di segni dell’Apocalisse. Altri di punizione divina. Altri ancora di crociate. Ma l’unica cosa certa è che la ragione era scomparsa.»*
*Era il 2004. Noi oggi possiamo solo prendere atto che quella struttura del pensiero è rimasta, consolidata e diffusa. Che i talk show urlano. Che i social diffondono cospirazioni. Che la razionalità è diventata una minoranza esistenziale. E che la superstizione è ormai istituzionale.*

*Dopo Francis Wheen non ha scritto molto. Forse si è stancato. Forse ha preferito lasciarci soli, con i nostri incantesimi quotidiani. Ma quel libro, rimasto a dormire su uno scaffale, oggi torna a parlarci con la violenza e la grazia di ciò che era stato dimenticato ma aveva capito tutto.*

*E allora sì, lo stregone era tra noi. Ma non era quello con il cappello a punta. Era l’uomo con la penna inchiostrata d’ironia, che ci diceva — tra una risata e un’invettiva — che la stupidità collettiva è una decisione, non un destino.*

*E che ogni tanto, leggere davvero un vecchio libro, può salvare più di mille podcast, scorciatoie cognitive per i pigri e gli sciatti. Oddio come li destesto!*

5 ottobre

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