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title: "Ritorno alla Bicocca, ascesa e caduta del controllo cinese in Pirelli"
url: https://www.altriorienti.com/ritorno-alla-bicocca-ascesa-e-caduta-del-controllo-cinesi-in-pirelli/
date: 2025-06-20
modified: 2025-06-20
author: "Leone Battisti Alberti"
description: "Di prima mattina, a nord di Milano, Viale Zara è già in movimento. Il traffico sfila sotto i cavalcavia in direzione della periferia postindustriale. Tra i palazzi anni Settanta e..."
categories:
  - "Opinioni ed editoriali"
tags:
  - "Cina"
  - "Italia"
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# Ritorno alla Bicocca, ascesa e caduta del controllo cinese in Pirelli

*Di prima mattina, a nord di Milano, Viale Zara è già in movimento.*

*Il traffico sfila sotto i cavalcavia in direzione della periferia postindustriale. Tra i palazzi anni Settanta e gli edifici più recenti, in una zona che ha conosciuto prima la fatica e poi l’ambizione, si apre il campus della Bicocca. È qui che ha sede Pirelli, uno dei simboli più longevi dell’industria italiana.*
*Un marchio nato nel XIX secolo, cresciuto con l'automobile, che ha attraversato guerre, crisi, riconversioni. **E che negli ultimi dieci anni ha vissuto la sua stagione più ambiziosa e contraddittoria: quella del controllo cinese.*

*La storia inizia nel 2015. **Il mondo è ancora innamorato dell’idea che il capitale sia senza bandiera. **Pirelli viene acquisita dal colosso statale ChemChina per 7,1 miliardi di euro, in quella che è considerata la più importante operazione cinese mai realizzata in Italia. **L’intesa prevede una sostanziale autonomia gestionale per il management italiano, con Marco Tronchetti Provera confermato al timone. **Ma la sostanza è chiara: il pacchetto di maggioranza è passato a Oriente. **Un quarto di secolo dopo la svendita di Telecom Italia, la Cina entra dalla porta principale nella storia industriale milanese. **All’epoca, la narrazione è positiva: si parla di cooperazione, di apertura, di sinergie. **Pirelli abbandona il settore dei pneumatici per mezzi pesanti, ceduto alla neonata Prometeon, e si concentra sui prodotti premium ad alta tecnologia. **La visione è chiara: vendere pneumatici di lusso, intelligenti, connessi, a una classe globale di consumatori sempre più esigenti.*

*Nel 2017, Pirelli torna in Borsa, con una IPO da 2,3 miliardi. **Il 45% viene collocato sul mercato, ma il gruppo resta saldamente in mano a ChemChina – che, nel frattempo, si fonde con Sinochem. **La governance è ibrida, tecnicamente bilanciata. Ma il peso cinese è dominante.*

*Poi il mondo cambia.*
*La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, l’inversione della globalizzazione, l’arrivo della pandemia, e soprattutto l’emergere di una nuova sensibilità strategica europea cambiano tutto. **L’Unione Europea comincia a interrogarsi su chi controlla i dati, le tecnologie, le infrastrutture critiche. **E in Italia si rafforza il cosiddetto Golden Power: lo strumento normativo con cui Palazzo Chigi può intervenire per proteggere settori considerati strategici. **Nel 2022, Pirelli annuncia lo sviluppo del Cyber Tyre, pneumatico intelligente dotato di sensori in grado di raccogliere e trasmettere dati in tempo reale sulla guida.*
*Una meraviglia tecnologica, certo. Ma anche una potenziale minaccia, se questi dati finissero – anche solo indirettamente – sotto controllo straniero.*
*Il governo Draghi prima, e quello Meloni poi, cominciano a muoversi. **Nel 2023, l’esecutivo interviene ufficialmente: impone a Sinochem limitazioni nell’accesso alle informazioni sensibili e un obbligo di consenso preventivo su nomine e decisioni strategiche. **La tensione sale. Sinochem detiene ancora il 37% del capitale. **Ma la sua influenza si sgretola.*

*La rottura si consuma il 28 aprile 2025. **Nel consiglio di amministrazione della Bicocca, con 9 voti favorevoli e 6 contrari, Pirelli delibera che Sinochem non esercita più il controllo sulla società, secondo il principio contabile internazionale IFRS 10. **Un atto tecnico, ma carico di significato. **Il gruppo cinese protesta, rivendica i propri diritti, ma non può opporsi. **Il voto è motivato anche da un’esigenza strategica: evitare che gli Stati Uniti, nell’ambito delle leggi CHIPS e sulle tecnologie sensibili, chiudano il mercato a una società considerata “controllata dalla Cina”. **Negli USA, Pirelli realizza oltre il 20% del suo fatturato. Il rischio di essere esclusa da gare, forniture e accordi con case automobilistiche era diventato insostenibile.*

*Così, in un ufficio elegante e sobrio, tra pareti in vetro e parquet silenziosi, termina una storia durata dieci anni. **La “Pirelli cinese” – nata sotto i segni della cooperazione e della fiducia – viene smontata pezzo dopo pezzo. **Rimane il capitale cinese, certo. Ma non più il potere. **E a decidere la linea sarà, ancora una volta, la parte italiana della governance.*

*Che cosa ci racconta questa storia?*
*Molto più di quanto sembri. **Che la globalizzazione del XXI secolo non è stata un viaggio lineare, ma una spirale. **Che i capitali, per quanto mobili, devono fare i conti con la geografia, con la strategia, con la politica. **Che la tecnologia – e soprattutto i dati – sono diventati il nuovo campo di battaglia.*

*E forse racconta anche qualcosa sull’Italia.*
*Un Paese che, tra esitazioni e tardive consapevolezze, ha cominciato a capire che difendere l’industria non è provincialismo, ma intelligenza.*
*Che non si può essere nazione sovrana senza controllo sulle proprie tecnologie chiave. **La Bicocca, oggi, non è più il cuore pulsante di una multinazionale sino-italiana. **È tornata ad essere una cittadella italiana aperta al mondo, ma consapevole del proprio baricentro.*

*A fine giugno 2025, la situazione è ancora fluida. Sinochem non ha formalmente dismesso la sua quota, ma il baricentro si è spostato. E in Europa, la vicenda Pirelli è ormai vista come un precedente simbolico nel nuovo paradigma industriale post-globale*

*E tra le scrivanie in rovere, le installazioni d’arte e il rumore discreto dei passi in corridoio, si respira un’aria nuova. **Più sobria, forse più prudente. Ma più autentica.*

20 giugno

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