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title: "Turismo di Partito – Il sogno tropicale cinese alla sua ultima stagione"
url: https://www.altriorienti.com/turismo-di-partito-il-sogno-tropicale-cinese-alla-sua-ultima-stagione/
date: 2025-06-13
modified: 2025-06-14
author: "Leone Battisti Alberti"
description: "C’è stato un tempo, nemmeno tanto lontano, in cui la Thailandia era la spiaggia preferita della Repubblica Popolare. Pullman interi sbarcavano a Bangkok come una specie di esercito disarmato, ma..."
categories:
  - "Corrispondenze"
tags:
  - "Cina"
  - "Thailandia"
word_count: 845
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# Turismo di Partito – Il sogno tropicale cinese alla sua ultima stagione

*C’è stato un tempo, nemmeno tanto lontano, in cui la Thailandia era la spiaggia preferita della Repubblica Popolare. **Pullman interi sbarcavano a Bangkok come una specie di esercito disarmato, ma non meno disciplinato. **Camicie a fiori, cappelli a secchiello, guide con bandierina alzata e un’andatura compatta, fluida, senza crepe.*

*Non si muovevano individualmente. **Sembravano un banco di sardine addestrate alla velocità e alla reverenza. **Scendevano, fotografavano, salivano. Un tempio, un centro commerciale, un duty free. Poi tutti di nuovo sul pullman. Nessuno si perdeva. Nessuno faceva deviazioni. Era turismo sincronizzato. Turismo di Partito. **Non nel senso che vi fosse ancora il libretto rosso in tasca, **ma perché c’era qualcosa di profondamente organizzato, disciplinato, **come una gita scolastica fatta da adulti che non hanno mai smesso di obbedire. **Una coreografia collettiva, esatta, senza sbavature. **Ogni movimento sembrava parte di un disegno più grande. **Ogni visita, ogni acquisto, ogni selfie era già previsto.*

*E funzionava benissimo*

*Nel 2019, 11 milioni di turisti cinesi hanno visitato la Thailandia.*
*Nel 2024, poco più di 6,7 milioni.*
*Nel 2025, le stime più ottimiste parlano di 5 milioni.*

*La marea si sta ritirando.*
*Non di colpo. Ma con quel tono dolce e definitivo che hanno certi tramonti asiatici. **Il silenzio di un’autocensura. La pausa che precede un addio. **Qualcuno arriva ancora.*

*Qualche tempo fa, li ho visti vicino al National Stadium, diretti alla casa-museo di Jim Thompson. **Quattro ragazzi pallidi, stravolti dal caldo, salvati solo dall’aria condizionata.*
*Fotografavano ogni angolo. Uno credeva che Thompson fosse un designer cinese emigrato in Florida. **Sono usciti in silenzio, come da una sala yoga.*

*La sera, a Pattaya, gli stessi volti, stavolta illuminati dai riflettori del Tiffany Show. **Applaudivano in estasi i travestiti più belli del mondo. **Uno filmava tutto per Douyin. Un altro cercava il profilo Instagram di una ballerina che si faceva chiamare “Ice”.*

*Poi ci sono gli altri, quelli che non vedono templi né spettacoli. **I pullman si fermano fuori città, in capannoni lucidi e senz’anima, dove si vendono oggetti per il benessere familiare.*
*Dispositivi, strumenti, comfort fisici. Una passione gialla per i materassi in schiuma. Sembra che a Pechino siano peggiori. **Cose da spedire a casa come prova del viaggio. È un turismo commerciale, ma con ritualità religiosa. **Ricorda l’Italia degli anni Sessanta, **quando i pullman portavano i fedeli al Santuario di Loreto, **e si tornava con un set di pentole inox da dodici pezzi.*

*Solo che qui il santuario non lo vedi proprio. **Si arriva, si ascolta, si compra. **Il souvenir è l’acquisto, non il ricordo. **E il mondo, in fondo, non è cambiato poi tanto.*

*Poi c’è un’altra categoria ancora più riservata, che sfugge agli itinerari ufficiali ma si muove con gli stessi pullman, le stesse bandierine, la stessa compostezza.*

*A Bangkok, lungo l’ampia arteria di Ratchadaphisek, si susseguono edifici enormi, senza finestre, illuminati solo da luci al neon discrete: Caesar’s, Nataree (quando c’era), Poseidon — veri e propri templi del piacere asiatico. **Grandi bordelli verticali, dove l’esperienza è coreografata, sequenziale, igienica.*

*Occidentali pochi. La frequentazione dei luoghi richiede una inclinazione orientale nella pratica del sesso. Non c'è verbo a corredo dell'azione idraulica, non si parla con la ragazza. Carne viva ed umana. La visita cinese è organizzata, rapida ed indolore. **Quì non è raro vedere pullman di turisti cinesi fermarsi davanti all’ingresso del Poseidon. **Scendono in fila, ordinati, come in gita scolastica. **Entrano senza clamore. Alcuni tornano dopo mezz’ora, altri dopo due ore. **Nessuno ride. Nessuno fotografa. **È una tappa, non un’evasione. **Una parte del programma di maschi cinesi senza donne. Un figlio a famiglia e le ecografie hanno sterminato milioni di donne. I bordelli sono la risposta alla demografia imposta del partito unico.*

*Nella Chinatown di Bangkok, i nuovi cinesi sono diversi. **Non sono i discendenti yunnanesi o i teochew arricchiti col pesce secco. **Sono cinesi della Cina. **Giovani, silenziosi, ordinati. **Scarpe bianche, t-shirt larghe, zaini anti-polvere. **Entrano nei ristoranti storici e ordinano bubble tea. **Fotografano le lanterne come se fossero fossili di una civiltà estinta — la loro, vista da fuori. **Un’antropologia del proprio presente. **Elegante. Assente.*

*E poi ci sono quelli che non viaggiano per svago, né per cultura. **Viaggiano per mettere radici finanziarie. **Dopo il crollo del settore immobiliare in patria, Bangkok è diventata una piccola Hong Kong alternativa. **Più flessibile. Più liquida. Meno inquisitiva. **Si possono ancora acquistare appartamenti con discrezione. **Aprire conti correnti. **Gestire movimenti senza che nessuno chieda “da dove provengano i fondi”. **È una Thailandia senza predica, che funziona a bassa voce. Ho letto, non ricordo dove, che il 50% dell'economia thailandese sia in "nero".  **Perfetta per chi non vuole spiegare troppo. **Eppure, non è più tempo. *

*La Thailandia resta comoda, ma non più unica. **Il Giappone offre sicurezza e yen deboli. **Il Vietnam è fresco e promettente. L**a Corea è più costosa, ma più coerente, più "instagrammabile". **E la Cina stessa, oggi, spinge il suo popolo a restare a casa. A viaggiare dentro, non fuori. Come in certi ristoranti dove hai sempre mangiato bene, **ma dove ormai sai già tutto il menu, **e quando il cameriere ti chiama per nome, **capisci che è tempo di cercare altrove.*

14 giugno

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