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title: "“Un americano tranquillo” di Graham Greene o la fine dell’innocenza"
url: https://www.altriorienti.com/un-americano-tranquillo-di-graham-greene-o-la-fine-dellinnocenza/
date: 2025-03-30
modified: 2025-03-30
author: "Leone Battisti Alberti"
description: "C’è qualcosa di perfetto e perturbante in \"Un americano tranquillo\". Non perché tutto torni, ma perché ogni cosa ci stordisce. Graham Greene ambienta il romanzo nel Vietnam degli anni Cinquanta,..."
categories:
  - "Cultura, arte e bellezza"
tags:
  - "colonialismo"
  - "democrazia"
  - "Vietnam"
word_count: 365
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# “Un americano tranquillo” di Graham Greene o la fine dell’innocenza

*C’è qualcosa di perfetto e perturbante in "Un americano tranquillo". *

*Non perché tutto torni, ma perché ogni cosa ci stordisce. Graham Greene ambienta il romanzo nel Vietnam degli anni Cinquanta, quando ancora si chiama Indocina e i francesi stanno perdendo la partita coloniale, mentre gli americani, come ombre di un destino già scritto, decidono di sostituirli.*

*La superficie è quella del romanzo d’atmosfera e d’intrigo, ma sotto scorre un fiume melmoso, lento, fatto di compromessi morali e desideri inconfessabili. *

*Da una parte la grande storia: il comunismo come mostro da abbattere, il pragmatismo americano, l’ingenuità pericolosa del cosiddetto idealismo. Greene, da reporter consumato, conosce la materia e la plasma con lentezza, senza dichiarazioni roboanti: il potere si insinua, si traveste, si compra. **E poi c’è la piccola storia: Fowler, il giornalista inglese disilluso, la giovane Phuong, corpo della bellezza che si vende, e l’americano Pyle, idealista e letale, figlio del New England e delle letture sbagliate (York Harding, manuale di interventismo mascherato da teoria). In questo triangolo non c’è amore, ma desiderio, possesso, paura di invecchiare e rimanere soli. **Phuong, così come è descritta, non ha voce, ed è proprio questo il punto: è la posta in gioco di due uomini tanto diversi. Una che ha già perso e vuole almeno il suo conforto. L’altra che vuole vincere a tutti i costi, anche sacrificando la propria anima.*

*Greene non giudica, non assolve, ma suggerisce: l’"americano tranquillo" non è così tranquillo, e l’Inghilterra che osserva è più complice che spettatrice. C'è una scena – un'esplosione in un mercato – che da sola basta a spiegare la logica dell’intervento: un po’ di morti ora per evitare il domani. Ma chi decide il conto?*

*In questo romanzo, tutto è in vendita: la donna, il Paese, la verità. Ma è una vendita discreta, che passano nei salotti con un Martini in mano. Greene mostra compassione perchè ha vissuto abbastanza da sapere che la realtà non ama le certezze.*

*"Un americano tranquillo" è il romanzo sull’ipocrisia, l’innocenza ed il disincanto. È perfetto, disturbante, attuale. *

*Più noir che romanzo politico, più confessione che pamphlet.
*

*La domanda, alla fine, non è chi ha ragione, ma se sia mai possibile averla.*

*30 marzo*

![](https://www.altriorienti.com/wp-content/uploads/2025/03/Graham_Greenedd-300x265.jpg)

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