---
title: "What the hell is going on, China?"
url: https://www.altriorienti.com/what-the-hell-is-going-on-china/
date: 2025-07-23
modified: 2025-07-23
author: "Leone Battisti Alberti"
description: "Tutto comincia con un articolo, datato 21 giugno 2025, titolato: “Giving up seats to elderly should be an easy decision in China”.Un titolo civile, quasi ingenuo. Poi il contenuto: due casi,..."
categories:
  - "Corrispondenze"
tags:
  - "Cina"
word_count: 404
---

# What the hell is going on, China?

*Tutto comincia con un articolo, datato **21 giugno 2025**, titolato:* *[**“Giving up seats to elderly should be an easy decision in China”**.](https://www.scmp.com/opinion/china-opinion/article/3314913/giving-seats-elderly-should-be-easy-decision-china)*
*Un titolo civile, quasi ingenuo. Poi il contenuto: due casi, due giovani che non cedono il posto in metro e su un treno a due persone anziane, e l’intera nazione si spacca in due.**Da una parte chi invoca i valori confuciani: rispetto filiale (xiao 孝), umanità (ren 仁), la cultura millenaria del “prima gli anziani”.*
*Dall’altra parte, una generazione cresciuta tra algoritmi, delivery, sogni economici sempre più distanti. Una generazione che, semplicemente, si siede.*

*I casi si moltiplicano: Hangzhou, Jinan, Shijiazhuang. Gente che si prende a schiaffi, anziani che si siedono in grembo a chi non cede il posto, mamme vendicative, telefoni che filmano tutto. Esistono regolamenti locali — ordinanze silenziose che istituirebbero “zone di cortesia” — ma sono spesso lettera morta, appese al muro come pergamene decorative. Più efficace, nei fatti, è la vendetta fai-da-te: una sberla, uno sputo, una vergogna virale.*

*Da anni il governo cinese prova a riportare in auge i valori confuciani:*

-
*classi di lettura obbligatoria degli Analecta,*

-
*programmi scolastici ispirati all’armonia e alla pietà filiale,*

-
*campagne pubblicitarie sulle “virtù tradizionali”.*

*Tutto molto ordinato. Eppure fuori, nei bus e nelle strade, il Confucianesimo è diventato un adesivo sbiadito sopra un sedile di plastica.*

*È un revival a comando. Un’ideologia da scaffale. Una civiltà millenaria ridotta a decalogo per pendolari.*

*La verità è che — mentre ci indigniamo — non ci accorgiamo che la Cina ci assomiglia ogni giorno di più. L’individualismo, la fatica quotidiana, la scomparsa del tempo lento: non è il fallimento della Cina, è la vittoria dell’Occidente. Silenziosa, capillare, metabolizzata da ogni metropoli. La generazione “Little Emperor” è cresciuta viziata, sola, e oggi restituisce il vuoto con cortesia assente e sguardo nello smartphone. Come qui. Come ovunque.*

**Epilogo: la lezione (amara) di Milano**

*Me lo dice lui, il mio amico cinese. Vive a Milano da anni, gestisce un piccolo ristorante in Porta Romana. *

*D’estate diventa filosofico. Sarcastico. «Hai letto di quei giovani che non lasciano il posto ai vecchi?» gli dico. *

*Mi guarda. Sbuffa. È sudato, esausto. «La Cina non è poi così diversa da qui. I giovani sono giovani. Narcisisti. Egoisti. Alla maniera occidentale. TikTok, stress, mutuo, niente sogni. Ha vinto l’Occidente, ma non te ne sei nemmeno accorto.»*

*Poi si alza e se ne va senza dire nulla. Mi lascia il caffè da pagare. Una piccola vendetta.*

23 luglio

![](https://www.altriorienti.com/wp-content/uploads/2025/06/crowded-bus-300x148.jpg)